25/10/2014 - Conferenza Internazionale sullo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la salute e l'alimentazione nella cultura tra Oriente e Occidente

 

 

{videobox}lfnj5OEgU9k|Sigla - Conferenza Internazionale 25 Ottobre 2014 Giuseppe Pitrè|,eLdHzPHKlR4|25 Ottobre 2014 - Prof. Dr. Gianni Testino - San Martino di Genova|,Q_jcdT-AUMU|25 Ottobre 2014 - Prof. Ciro Di Costanzo Ambasciatore di Somalia - Presidente Camera di Commercio degli Stati nel Mondo|,to9vrDcQ2-E|Dr. Osman Douflè, già Ministro della Sanità - Presidente della Commissione Affari Sociali della Somalia|,FDMD4uqoVtQ|25 Ottobre 2014 - Rettore Università di Benadir Abdi Dalmar|,4J4AQk-_Wbk|25 Ottobre 2014 - Prof. Osman Mohamed Gaal|,4aFiAAPvGlw|25 Ottobre 2014 - Comunicazione dal Presidente del Parlamento Somalo|,Ye7475xoP1A|25 Ottobre 2014 - Prof. Salvatore Nazzarini Vice Sindaco Comune di Carini|,Ih6zqGPyHEk|25 Ottobre 2014 - Antonio Pappalardo Generale dei Carabinieri|,{/videobox}

LA “PRESCRIZIONE”,FIGLIA DEL TEMPO O DELLA IPOCRISIA

LA “PRESCRIZIONE”, FIGLIA DEL TEMPO O DELLA IPOCRISIA?

Dopo le reiterate condanne dell’Europa per i tempi biblici dei processi penali italiani, il Legislatore opina di prolungare i tempi della "prescrizione", nell'illusione che detta morte annunciata ai maratoneti della Giustizia, indurrà l’apparato Giudiziario ad accelerare l’Obbligatoria Verifica Probatoria dei Fatti Sottoposti al Giudice dalle Obbligatorie Ipotesi di Accusa Formulate dagli Inquirenti di Stato (o più semplicemente: Pubblici Ministeri). Anche questa volta il Legislatore andrà deluso e continuerà a pregare per i circa 4000 processi penali che Giornalmente sprofondano nelle sabbie mobili della prescrizione. Per i non addetti ai lavori o per chi finge di esserlo, mi permetto di ricordare che il processo penale  “accusatorio”, vigente in Italia, demanda al giudicante la verifica della fondatezza o meno dell’ipotesi accusatoria formulate dai P.M. a carico dei prevenuti. Ciò premesso, se nel corso di tale percorso processuale matura la "prescrizione" (intesa come paletto temporale fissato dalla legge per la verifica probatoria delle accuse penali), al giudice è inibito il dovere di proseguire l’accertamento delle accuse sottopostegli e attuando la costituzionale “Presunzione d’Innocenza del Prevenuto”, è tenuto a dichiarare (con sentenza) il non luogo a procedere sulla citata verifica, per intervenuta prescrizione. Detta verifica interrotta, inibisce la possibilità di argomentare o insinuare se l'accusato è innocente o colpevole e pertanto è incivile e antigiuridico sostenere che per l'intervenuta prescrizione l'imputato è un mancato colpevole o uno sfortunato innocente. In definitiva (in uno Stato di Diritto come il nostro) si deve concludere che il processo penale (fulminato dalla prescrizione) è piombato nel buio e che nessuno può arrogarsi l’odiosa supponenza di interpretare quell’oscurità imposta dalla legge. Chi volesse muoversi in quel buio sarebbe soltanto un mancato "stregone" tuttavia, a riprova che la Giustizia ha un respiro umano, l’imputato, investito dall’inefficienza giudiziaria della “prescrizione”, ha comunque il diritto di rinunciare alla prescrizione per affidarsi al giudizio illuminato dell’Autorità Giudiziaria. Ai posteri l’ardua sentenza… agli “ipocriti la prescrizione”.

Quanto ai processi penali, soffocati da milioni di fogli scritti che potrebbero essere letti ed esaminati con cura intorno agli anni 2500, soltanto da un’improponibile “Commissione di anime giustamente eterne”, eletta, (ovviamente a tempo indeterminato) dal Consiglio S. della Magistratura, in alternativa, proporrei una mirata depenalizzazione.  

Con buona pace dell’'esercito di avvocati, dei numerosi giudici disseminati in siti non giudiziari, della folla di reati bagatellari, spremuti con cura in costosi e lunghi processi (tanto cari agli avvocati) e dolosamente sottratti al loro  celere destino di illeciti amministrativi…

Infine, proporrei di considerare che, in uno stato di diritto, sentenze concise e comprensibili (non i romanzi… giudiziari…) dovrebbero nobilitare la giustizia e non già la pretesa di voler  dimostrare che un filo può essere diviso in quattro, con un fiume di contorta ed inestricabile giurisprudenza, sciorinata, tra l'altro, "in nome di un popolo italiano", normalmente ignaro di quanto viene fatto in suo nome.

Romano Dolce.

24/10/2014 - Conferenza Internazionale sullo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la salute e l'alimentazione nella cultura tra Oriente e Occidente

 

 

{videobox}lfnj5OEgU9k|Sigla|,8GMC1hyvcNM|Inizio Conferenza Ringraziamento Intervenuti (24 Ottobre 2014)|,0F8S8sLWcz0|Dott.ssa Emma Tomaselli Rina (24 Ottobre 2014)|,910xmX0NJVA|On. Nicolò Catania Sindaco del Comune di Partanna|,bDynrTnuPu0|S.E. Ministro Plen. Quest. Internaz. Republic. Italiana Giorgio Bosco (24 Ottobre 2014)|,OKh2f2NZRxM|,tHUVio0-Yyo|On. Alfredo Arpaia Lega Italiana Diritti Umani e Deputato al Parlamento Italiano|,LBuwV0mRgXI|Prof. Ciro Di Costanzo, già Ambasciatore di Somalia - Presidente Camera di Commercio degli Stati nel Mondo|,oy32u7DdMgM|Generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo|,fskCB_WIH1s|S.E. Eugenio Lai Presidente del Parlamento Mondiale degli Stati per la Pace - Conclusione|,{/videobox}

Autunno al caldo di ipocrisie nascoste

Autunno al caldo di ipocrisie nascoste

Ho vissuto mezzo secolo in Lombardia, fino all’anno di grazia 2007, e posso testimoniare che in quell’Italia nordista, nel ’59, i sudisti “terroni” erano destinati a soccombere ogni giorno nella così detta “guerra di secessione”.

Nella realtà quotidiana, dove il Sud era umiliato dal Nord, i nordisti mostravano il loro sprezzante disappunto per essere costretti ad accettare l’invasione della gente meridionale che cercava un lavoro civile che non fosse mafioso o clientelare ma finalizzato soltanto dal bisogno di sconfiggere la propria atavica povertà, in una terra privilegiata dalla consolidata cultura industriale.

Nord e Sud, due Italie vestite in maniera diversa? Così doveva apparire per meglio carpire la forza lavoro e per meglio esportare il “made in Italy”.

L’Italia nordista giungeva a “legare la nobiltà del benessere” in un finto “Stato Padano” dal sapore… piuttosto pagano e poco romano….

Negli anni sessanta, la farsa leghista era confutata dall’utopia brigatista, tesa a portare il “proletariato” al potere e il terrore alla sovranità.

Ciò non accadeva per merito dei difensori della legalità, ma fu punito con la soppressione proprio Colui che aveva messo le sue stellette al servizio della Patria.

Era il tempo delle ”morti eccellenti”, commemorati da un “tourbillon” d’ideologie prive, però, del “comune denominatore” dell’intero e unito popolo italiano.

I più eletti di allora e di oggi videro e vedono nella Carta costituzionale l’ancora della salvezza, ma i Poteri forti diedero e forniscono la solitaria prova di saper leggere la Carta soltanto con enfasi, raramente in sintonia.

Intanto, balzava alla ribalta una nascosta notizia: il partito della mafia era “nazionale” e l’unico a non essere partito, tanto da andare anche in “processione votiva”…

Nella difficoltà di rimanere aggiornati sulla vasta colonia di reati che esondano sul popolo italiano, sembra quasi assodato che il codice della strada, mostrando incertezza sul principio di “rispettare” la… destra, ha indotto una preoccupante confusione anche nella corrente di traffico politico della “sinistra”, sicché i cartelli del “ P.D.” segnalano di tutto un po’ e vietano perfino di fumare come i “turchi”…

Da ultimo, i maggiori “ Sindacati” dei lavoratori, utilizzando in piazza i tanti disoccupati, per non perdere consensi, cercano accoglienza tra gli stranieri dei centri di raccolta e nei centri socialmente evoluti nelle contestazioni al Governo maggioritario a sinistra.

Mentre i “media”, formatisi nella scuola media, tentano di fare la media degli avvenimenti più seri, le correnti migratorie verso l’Italia provocano maltempo su tutto il “ bel paese”.

I passi lunghi della Storia dichiareranno tutta la verità? Intanto, la cronaca recente sembra impazzita a districare il bandolo di un’asfittica politica, ricca di promesse a parole e orba di concrete e dignitose soluzioni ai problemi morali ed economici di un Paese in ginocchio.

Dott. Romano Dolce.

24/10/2014 - Conferenza Internazionale sullo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la salute e l'alimentazione nella cultura tra Oriente e Occidente

{videobox}oW7ACbuOhMI|Intervista al Prof. Ciro Di Costanzo|,OFT9FTv8-N8|Intervista al Dott. Gianni Testino del San Martino di Genova|,0u77MAGBlQM|intervista a Prof. Abdi Dalmar|,GprzKl7r89E|Intervista al Dr. Osman Duflè Ministro della Sanità Somalia|,FF2iCzKGUYo|Intervista all'On. Alfredo Arpaia|,n0g89iPR6gc|Intervista alla D.ssa Emma Tomaselli|,{/videobox}

 

24 e 25 Ottobre 2014 Conferenza Internazionale

Conferenza Internazionale sullo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la salute e l'alimentazione nella cultura tra Oriente e Occidente

Partecipazione ad invito riservato nominale Splendid Hotel La Torre - Palermo

Programma della Conferenza Internazionale del 24/25 Ottobre 2014

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