Autunno al caldo di ipocrisie nascoste

Autunno al caldo di ipocrisie nascoste

Ho vissuto mezzo secolo in Lombardia, fino all’anno di grazia 2007, e posso testimoniare che in quell’Italia nordista, nel ’59, i sudisti “terroni” erano destinati a soccombere ogni giorno nella così detta “guerra di secessione”.

Nella realtà quotidiana, dove il Sud era umiliato dal Nord, i nordisti mostravano il loro sprezzante disappunto per essere costretti ad accettare l’invasione della gente meridionale che cercava un lavoro civile che non fosse mafioso o clientelare ma finalizzato soltanto dal bisogno di sconfiggere la propria atavica povertà, in una terra privilegiata dalla consolidata cultura industriale.

Nord e Sud, due Italie vestite in maniera diversa? Così doveva apparire per meglio carpire la forza lavoro e per meglio esportare il “made in Italy”.

L’Italia nordista giungeva a “legare la nobiltà del benessere” in un finto “Stato Padano” dal sapore… piuttosto pagano e poco romano….

Negli anni sessanta, la farsa leghista era confutata dall’utopia brigatista, tesa a portare il “proletariato” al potere e il terrore alla sovranità.

Ciò non accadeva per merito dei difensori della legalità, ma fu punito con la soppressione proprio Colui che aveva messo le sue stellette al servizio della Patria.

Era il tempo delle ”morti eccellenti”, commemorati da un “tourbillon” d’ideologie prive, però, del “comune denominatore” dell’intero e unito popolo italiano.

I più eletti di allora e di oggi videro e vedono nella Carta costituzionale l’ancora della salvezza, ma i Poteri forti diedero e forniscono la solitaria prova di saper leggere la Carta soltanto con enfasi, raramente in sintonia.

Intanto, balzava alla ribalta una nascosta notizia: il partito della mafia era “nazionale” e l’unico a non essere partito, tanto da andare anche in “processione votiva”…

Nella difficoltà di rimanere aggiornati sulla vasta colonia di reati che esondano sul popolo italiano, sembra quasi assodato che il codice della strada, mostrando incertezza sul principio di “rispettare” la… destra, ha indotto una preoccupante confusione anche nella corrente di traffico politico della “sinistra”, sicché i cartelli del “ P.D.” segnalano di tutto un po’ e vietano perfino di fumare come i “turchi”…

Da ultimo, i maggiori “ Sindacati” dei lavoratori, utilizzando in piazza i tanti disoccupati, per non perdere consensi, cercano accoglienza tra gli stranieri dei centri di raccolta e nei centri socialmente evoluti nelle contestazioni al Governo maggioritario a sinistra.

Mentre i “media”, formatisi nella scuola media, tentano di fare la media degli avvenimenti più seri, le correnti migratorie verso l’Italia provocano maltempo su tutto il “ bel paese”.

I passi lunghi della Storia dichiareranno tutta la verità? Intanto, la cronaca recente sembra impazzita a districare il bandolo di un’asfittica politica, ricca di promesse a parole e orba di concrete e dignitose soluzioni ai problemi morali ed economici di un Paese in ginocchio.

Dott. Romano Dolce.